Wednesday, 15 December 2010

Ecco perché!!! L'appagamento della curiositá!!

L'altro ieri sera, durante uno degli ormai usuali viaggi di andata da Orio al Serio a London Stansted, stavo leggendo un articolo sul numero 508 di Le Scienze (Dicembre 2010): "Quei ritornelli sulla ricerca italiana", di Fabrizio Carbone, professore di chimica-fisica al Politecnico di Losanna.

L'articolo inizia cosí:
"La carriera accademica é un'opportunitá per scambiare opinioni e apprendere idee dalle menti piú brillanti. É un mondo affascinante in cui si trova, piú che la soddisfazione economica o il brivido del potere, l'appagamento della curiositá."

L'appagamento della curiositá

Improvvisamente mi é balzata agli occhi come ovvia la ragione per cui al momento sto perseguendo una carriera accademica, idea che non mi era mai dispiaciuta, ma che neanche avevo messo al primo posto.

L'appagamento della curiositá

Ecco perché!!! Si passa la vita a cercare di capire se stessi, e spesso questo compito prende tutta la vita (e considero questo un aspetto positivo sinceramente), ma devo dire che questa frase é stata come una rivelazione per me. L'unica cosa chiara che conosca su me stesso é proprio questa: soffro di una curiositá insaziabile per qualsiasi cosa che abbia a che fare con la scienza e la tecnologia. E dato che la carriera accademica e uno dei lavori con il maggior potenziale di soddisfazione di questa curiositá, probabilmente consciamente o inconsciamente ho instradato la mia vita per questa via.

E devo dire che questa semplice frase giustifica molte delle dure scelte che ho fatto, scelte le cui conseguenze ricadono pesantemente non solo su di me (questo é il minimo), ma anche sulla mia famiglia.

Anche se non era lo scopo principale dell'articolo, ringrazio molto Fabrizio Carbone.

Saturday, 27 March 2010

Esempio di come ci vedono in UK: ITALIAN SALAMI MILANO

Vivo in Inghilterra da quasi 5 anni ormai, ed ogni tanto spunta qua e la lo stereotipo dell'italiano medio descritto in vari modi.

Recentemente una confezione di salame (non si capisce perche in inglese lo scrivano con la I finale invece della E, mah..) tipo Milano (almeno questo é uguale in entrambe le lingue), e sull'etichetta c'é questa breve descrizione (traduco da inglese):


"Salta sul tuo piccolo ed agile (nifty) scooter (sulla confezione c'e' la foto di una Vespa) e scorrazza per la strada di Sampietrini (porfidi) mentre urlando saluti i passanti. Parcheggia sul marciapiede, corri su per le scale e metti le fette di salame in un piatto con una manciata di olive. Adesso puoi sentirti come un italiano… oppure metti il salame in un sandwich."


Una visione molto romantica, non c'é che dire. Ma a quanto pare l'italiano medio urla quando é in giro e parcheggia sempre sui marciapiedi…

Sunday, 31 January 2010

Battlestar Galactica

Il remake. Sto parlando della serie televisica sci-fi remake di quella degli anni '80

Veramente, veramente bella.

E dire che all'inizio non mi aveva entusiasmato. Per caso un giorno, una domenica pomeriggio, avevo "beccato" un episodio su una TV inglese qui nella mia dimora in affitto in UK: si vedeva una specie di santona che guidava un gruppo misto di civili e marines attraverso una giungla, seguendo le traccie di una profezia…subito mi chiesi:"Ma dov'é la fantascienza?" Il primo impatto fini lí, indolore.

Per chi non l'avesse capito, sí, sono uno sfegatatissimo di sci-fi. É sempre stato il mio pane, e sotto sotto son convinto che molte delle scelte importanti della mia vita (come, per esempio, laurearmi in ingegneria Aerospaziale) sono state pesantemente influenzate da questa "malattia".Ma questo blog non é su di me.

Molto tempo dopo il primo incontro, penso anni dopo, avevo beccato di nuovo un'altra puntata. Questa molto + sci-fi...e pochi giorni dopo compravo il primo cofanetto, e poi il secondo, e poi il terzo....arrivato al quarto ero molto triste che la serie aveva solo 5 stagioni. E vi diró il perché (qualcuno di voi dirá:"finalmente!").

É la storia. La storia che ti prende, che continua imperterrita per tutte le puntate, un unico filone, attorno al quale, sí, girano vicende minori, ma la trama principale resta. E non gira attorno a megatecnologie o supereffetti speciali ma, strano a dirsi, sulla fragilitá e caparbietá dell'essere umano, sull'amore (che viene esteso anche verso il nemico mortale) e l'odio, un sentimento tutto umano, che nasce in entitá (robotiche) nel quale é del tutto alieno, al punto da spaccare in due la loro civiltá e portare ad una "guerra civile tra Cylons".

É la storia che, dopotutto, ti fa sentire felice di essere umano: pieno di difetti e comportamenti del tutto ingiustificati, ma capace anche di azioni troppo nobili e coraggiose anche per un Dio. Mi ricorda un pó la puntata di Star Trek: The Next Generation dove Picard, scelto da Q come rappresentante dell'intera civiltá umana, viene messo sotto processo, e cita deliziosamente dei versi di Shakespeare per dipingere a toni alti la razza umana...forse sto esagerando, ma cercate di capirmi: proprio stasera ho finito di vedere l'ultima puntata dell'ultima stagione, e sono intriso di quella sensazione di felicitá-tristezza. E questo é un altro punto a suo favore: di solito le produzioni televisive, ma anche cinematografiche, non suscitano in me alcuna sensazione al di lá del momentaneo piacere di ascoltare una storia. Con Battlestar Galactica, invece, mi vergogno a dire che a volte mi ha mosso fin quasi alle lacrime...

Che dire, sono pazzo forse, ma chissenefrega: per me é una delle migliori serie sci-fi che ci siano state, e sotto alcuni aspetti la migliore in assoluto.

Grazie Battlestar Galactica, grazie "grandest old lady"!