Friday, 2 May 2008

Alice 7 Mega a singhiozzo? openDNS e' la cura

E' ormai vari mesi che sto provando la mia linea Alice 7 Mega,e in generale devo dire che va abbastanza bene.
C'e' solo un problema: ogni tanto va a "singhiozzo".

Mi spiego meglio.

A volte tutto va perfettamente ma, nonostante questo, quando si cerca un indirizzo internet, il risultato immediato e' "pagina non trovata". La "soluzione", molto fastidiosa, era aggiornare piu' volte la pagina finche' la stessa non veniva finalmente caricata.

Il dubbio e' che il server DNS fornito dalla connessione Alice 7 Mega in automatico, all'avvio del modem, sia "sottodimensionato" rispetto al numero di richieste di pagine degli utenti. In breve, il DNS e' quel sistema che traduce gli indirizzi internet da nome (www.pincopallo.it) a numero IP (212.654.xxx.xxx) e viceversa.

openDNS e' un Domain Name System (DNS) gratuito che ho provato personalmente, e che ha risolto il problema del "singhiozzo". Per impostare openDNS come vostro server DNS seguite queste istruzioni sul sito. Nel seguito spieghero' come impostare il server openDNS per il modem NETGEAR.

  1. Accedere alla pagina di impostazione del modem (http://192.168.0.1/, poi inserire username e password)
  2. Nella colonna a sinistra, selezionare "IMPOSTAZIONI DI BASE"
  3. Alla voce "Indirizzo Domain Name Server" scegliete l'opzione:
    "Utilizza questi server DNS"
  4. Nel primo inserite 208 . 67 . 222 . 222
  5. Nel secondo inserite 208 . 67 . 220 . 220
Per utilizzare openDNS NON c'e' bisogno di creare un account.

Monday, 17 March 2008

Erasmus, Time: conviene fare anno all'estero? Parte 2

Adesso parliamo dei vantaggi che puo' portare fare un'esperienza all'estero durante gli anni di universita'.
Dapprima il piu' ovvio: imparare una lingua straniera. Anche se puo' sembrar banale, non c'e' corso di lingua cosi' efficace come trovarsi nel paese straniero e parlare quella lingua nella vita di tutti i giorni. Esempi alla mano, chiunque dopo 1 anno - 1 anno e mezzo parla in maniera piu' che decente la lingua, sa scrivere con un piu' ampio parco di vocaboli ma soprattutto ha un orecchio molto piu' allenato.
E la lingua straniera e' quel valore aggiunto che puo' fare la differenza in un curriculum.

Secondo ma non meno importante: la ricerca del lavoro.
Inutile dire che, a parita' di qualificazioni, un curriculum in cui sia presentata una esperienza all'estero possiede un valore aggiunto notevole. Sempre piu' spesso infatti, ormai quasi obbligatoriamente, le industrie moderne non possono piu' esistere ad un livello nazionale, ma devono espandersi in un contesto extranazionale e a volte extracontinentale. Questo porta ad avvantaggiare le persone con gia' un'esperienza maturata all'estero, non solo per la lingua, ma anche per il fatto che "sanno muoversi".
Un altro importantissimo aspetto e' che spesso le universita' all'estero godono di un migliore rapporto con le industrie, e quindi riescono non solo a fornire possibilita' di collaborazione gia' in fase di laurea (Tesi in industria), ma spesso offrono posti di lavoro nel proprio campo di conoscenza. Tra i laureati italiani, purtoppo, sono pochissimi quelli che poi ottengono un lavoro nel proprio campo: spesso ci si adatta, e il lavoro dei sogni si considera troppo "onirico", appunto, per essere reale. E ci si stupisce quando invece all'estero c'e' proprio il lavoro che cercavi, con livelli di remunerazione ottimi, ma soprattutto pubblicizzato dalla tal industria presso l'universita'.

La mia esperienza personale e' questa: degli amici ingegneri aerospaziali, SOLO quelli che avevano fatto un anno all'estero hanno poi trovato un lavoro nell'ambito aerospaziale, all'estero. E il lavoro e' stato offerto da alcune importanti industrie grazie alla loro collaborazione con l'universita'.

Che dire per concludere? Semplice, a chiunque mi chieda se ne vale la pena rispondo:

"SI', al 100%"

Tuesday, 12 February 2008

Erasmus, Time: conviene fare un anno all’estero? Parte 1

In questo piccolo post mi rivolgo a coloro che stanno ponderando la possibilita’ di fare uno o piu’ anni all’estero, o magari anche solo la tesi. Piu’ che consigliare cosa fare portero’ la mia personale esperienza. In questa prima parte cerchero’ di confutare i motivi per cui non si vuole andare. Nella prossima elenchero’ i vantaggi del fare uno o piu’ anni all’estero.

Innanzitutto premetto che io non ho fatto nessun anno all’estero durante la mia Laurea, e me ne sono pentito piu’ volte. Non sono andato principalmente per tre motivi:
• paura di perdere legami coi cari in Italia
• paura di spendere troppi soldi e gravare troppo sul bilancio dei miei genitori
• paura di perdere i cosiddetti contatti con l’industria italiana

Per quanto riguarda la prima, e’ vero che all’inizio ci puo’ essere un po’ di sofferenza, ma penso che sia un passo obbligatorio per ogni giovane: uscire dalla ‘culla’ della famiglia e riucire ad organizzarsi da solo. Perche’ fare un’esperienza all’estero non vuol dire solo studiare in un altra universita’, ma vuol dire anche, a pari livello, cercarsi un alloggio, imparare a far la spesa, le pulizie, imparare ad arrangiarsi in cucina...insomma imparare a camminare con le proprie gambine. E’ un po’ come se fosse il sostituto del precedentemente obbligatorio ‘servizio di leva’, e penso sia un passo che tutti devono fare. E i vostri cari state sicuri che apprezzeranno molto la vostra crescita. Inoltre con i voli low cost, con la facilita’ di sentirsi ogni giorno gratuitamente grazie a servizi VoIP come Skype e simili, non vi sara’ difficile mantenere o addirittura rafforzare i rapporti con chi vi sta a cuore.

E’ pur vero che, nella maggior parte dei casi, nonostante le borse di studio, non ce la si fa a mantenersi economicamente. E si e’ costretti a chiedere dei soldi ai genitori. Tuttavia bisogna valutare bene le cose. Le spese aggiuntive vanno valutate tenendo conto che neanche in Italia vivete a costo zero per i vostri genitori. Molti dei miei compagni di universita’ era gia’ fuori casa, dato che aveva deciso di studiare in una universita’ lontana dal lor paese natio, in questo caso la differenza di costi potrebbe essere molto piccola. Quelli che invece abitavano in un paese nelle vicinanze dell’universita’ comunque spendevano per i trasporti. All’estero spesso si trova una sistemazione negli alloggi universitari, a basso costo, che essendo prossimi all’universita’ eliminano i costi dei trasporti. Inoltre, per i piu’ intraprendenti, e’ sempre disponibile qualche lavoretto nei weekend o magari anche all’interno dell’universita’ stessa.

Il terzo punto forse e’ il meno fondato. Io sono rimasto in Italia e dopo essermi laureato non avevo uno straccio di contatto. E non ero il solo. Addirittura c’erano persone che si erano laureate con un lavoro svolto in alcune aziende, e dopo la laurea non c’era nessuna garanzia di assunzione. In alcuni casi sono stati assunti ma, per quanto ne so, nella maggior parte dei casi il lavoro svolto presso l’azienda non ha comportato nessun vantaggio. Purtroppo in Italia il collegamento tra universita’ e industrie e’ quasi inesistente, anche se le prime iniziative di cambiamento sono nell’aria.

Wednesday, 6 February 2008

Configurare modem NETGEAR per ALICE 7 Mega

Dato che per me e' stata una fatica configurare esattamente il modem-router wi-fi NETGEAR DG834G v3 per ALICE 7 Mega vorrei risparmiare questa fatica ad altri. Questi parametri di configurazione dovrebbero andare bene anche per modem-router di altre marche.

Solo una nota: se dovete ancora acquistarlo assicuratevi che abbia la caratteristica 2+ (per ricevere il segnale a 7 mega). Di solito e' scritto di fianco al nome del modello (a volte scritto 2 plus).

1) Per accedere alla schermata di configurazione aprite il browser (Firefox, Internet Explorer oc hi per loro) e digitate questo indirizzo:
http://192.168.0.1/

2) Inserite username e password. Se non le avete mai cambiate inserite come username "admin" e come password "password" (senza virgolette).

3) IMPOSTAZIONI DI BASE

3.1 La connessione Internet richiede un account di accesso? Si'
3.2 Incapsulamento: PPPoE
3.3 Accesso:
Password:
3.3.a Se non avete effettuato ancora la registrazione allora inserite "aliceadsl" SIA come username che come password
3.3.b Se avete gia' effettuato la registrazione allora inserite la vostra username e password (es. Accesso: pincopalla@alice.it)

3.4 Nome servizio: aliceadsl

3.5 Indirizzo IP Internet: Caricamento dinamico da ISP

3.6 Indirizzo Domain Name Server (DNS): Caricamento automatico da ISP

3.7 NAT: come volete, io l'ho messo attivo

4) Impostazioni ADSL

4.1 Metodo di multiplazione: LLC
4.2 VPI: 8
4.3 VCI: 35
4.4 DSL Mode: ADSL (G.DMT)

Per ulteriori domande o chiarimenti potete scrivermi a maurizio.alexandros at gmail.com

Friday, 1 February 2008

Youtube can help you to design your Robot!



I just bought, one week ago, the Lego Mindstorms NXT kit, and I've now finished to build the 4 models proposed by the LEGO guide, included in the kit. It has been very useful, since they let you now about the enormous potential of this kit. After these models, I started to build my own robot.

It is not so easy to realize a good model, and maybe this is the reason for the availability of many dozens of books about this subject. I think that one or more books are the first step to design serious robots and do not waste time trying and trying again.

However, there is another place where to find, indirectly, hundreds of tips and tricks about building a robot: Youtube (TM). Just click the link (title of this blog) and you can see what I mean. Yes, there are naive models, but there are also some robots that I would define brilliant: forklift truck, biped walkers, animals, and so on.

Therefore, if you're stuck in building that robot arm or you cannot integrate the motor in your model, why not try to look for similar ideas in Youtube? It is free, it is inspirational and people are happy to show their models to you. Maybe let a good rating and comment in return


Saturday, 26 January 2008

The Future of High Speed Marine Vehicles?

(Seabus-Hydaer new concept in maritime transport)

Several new high speed marine vehicle configurations have been developed during the last two decades, due to an increasing demand for such vehicles for civil and military marine transportation: planing craft, catamarans, Small Waterplane Area Twin Hull (SWATH), Wave-Piercing Catamarans, Trimarans, Quadrimarans, Hydrofoil craft, Air Cushion Vehicles (ACVs), Surface Effect Ships (SES), Wing in Ground effect vehicles (WIGs). Also hybrid concept do exist: Hydrofoil Small Waterplane Area Ship(HYSWAS), Hydrofoil Catamaran (HYCAT), Hydrofoil-Supported Catamaran (HYSUCAT). These are, generally, capable of carrying more payload both farther and faster.

For ”very high speed vehicles” (>50 kt), the aerodynamic forces can become of the same order of magnitude compared to hydrodynamic forces, especially for small vehicles (<10 tons). Although this can lead to stability issues in some cases, this can offer a new range of possibilities to sustain the weight of the craft. The high speed marine vehicles can be equipped with specifically designed aerodynamic surfaces and the aerodynamic lift can ”alleviate” the weight of the vehicle. This means less wet length, less hydrodynamic drag and less required power.

This is what I'm doing in my PhD: studying the dynamics of a vehicle with a novel configuration, hybrid between a Wing In Ground effect vehicles and a high speed marine craft. If someone is interested in the subject I would be more than happy to start a collaboration.

References

Meyer, J. R.; Clark, D. J. & Ellsworth, W. M., The Quest for Speed at Sea, Carderock Division, NSWC, 2004

Rozhdestvensky, K. V. , Wing-in-ground effect vehicles, Progress in Aerospace Sciences, 2006, 1, 211-283

Friday, 25 January 2008

Nowadays Robots


I just attended a seminar at my university on "Software Development for Ground Robotics", by Stephen Bridges, a systems engineer at QinetiQ.

What I wrote some days ago seems to be right: the robotics era is coming.
The US Department of Defense has already planned which requirements, in the military field, the robots will fulfill from now to 2032!

Second things, Stephen explained that the safety fault measures of the robots designed nowadays are very strict. So strict that you cannot use advanced programming (no object oriented languages, neither dynamic allocation or whatever slightly advanced, and so on) in these robots. First of all, they have to work safely. Second of all, they have to work safely. Third: you know it.

An example: one of the most produced robot for the US army is basically a radio controlled robotic arm over two caterpillars, about 1 meter long, like the one in the image.Not even a trace of artificial intelligence or automation. Why? Because it works and it is safe.

But this is the dawn of robotics, so I think it is normal that these robots can seem "naive". You can think about the "Flyer" of the Wright brothers: is not it naive with respect to a modern Boeing 777 or even compared to a second world war aircraft, like the Spitfire?